Tagofest III – 29/30 Giugno e 1 Luglio
Tagofest è la festa delle etichette indipendenti. In soldoni si parla di tre giorni di concerti degni di nota, di mare e di campeggio. Il posto è il Tago Mago, a Marina di Massa. La segnalazione è d’obbligo visto che per chi dell’(in)dipendenza è schiavo, si parla di un festival che nasce dal basso, dalle etichette stesse che porteranno (a LORO scelta) quanto di meglio hanno da offrire. Una vetrina forse, ma più che altro un modo di incontrare e incontrarsi, di comprare dischi e di fare qualche complimento. Un’occasione, e ogni tanto ci vuole, di poter ascoltare musica senza paura di incursioni “dall’alto”. Questo è il menù:
Se qualcuno volesse aggregarsi da Varese e zone limitrofe per andare giù, mi faccia sapere.
MiAmi 2007
Questo blog nasce con precise coordinate spaziotemporali: nasce a ridosso, (spazialmente e temporalmente) dell’ultimo MiAmi, il festival di Musica Indipendente AMIlano. Sarà un caso (o forse no), ma come non tirare giù due righe su quello che dovrebbe essere il massimo per quanto riguarda l’offerta di musica Indipendente? E infatti non si può, specie perché io per questo MiAmi un pochetto i salti mortali un po’ li ho fatti. Tralascio i fatti che mi hanno portato a dormire 5 ore in tre giorni, perché sinceramente non gliene frega proprio un cazzo a nessuno, il MiAmi, quello vero dove i gruppi suonavano dal vivo, è stato spiaccicato in due giornate dense dense di proposte live, spiattellate altresì su due palchi, e chi c’è stato lo sa. Pro e contro della cosa, chiari: da un lato un sacco di musica, per tutti i gusti, dall’altro sovrapposizioni antipatiche, specie quando da un lato c’è qualcosa che sai che è figa di brutto, e dall’altra c’è qualcosa che a leggere il libretto pare spacchi, di brutto. Ma tant’è, così e la vita, e uno poi se ne fa una ragione. Riesco addirittura a pensare che ci siano cose peggiori nella vita (forse).

Premetto che recensire tutto va oltre le possibilità e gli intenti di chi scrive, non solo perché vedere tutto era umanamente impossibile (sull’ubiquità stiamo ancora lavorando), ma anche perché sopportare tutto non è nelle mie corde, e di tutto ho apprezzato veramente poco. E di parlare male di qualcuno che ho sentito distrattamente proprio non mi va.
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